C’era una volta un quadrato

Nel 1884 lo scrittore inglese Edwin A. Abbott pubblicò sotto lo pseudonimo Un Quadrato il racconto Flatland: A Romance of Many Dimensions. Abbott delinea nel racconto un parallelo tra spazio geometrico e spazio sociale, che possiamo riproporre in modo quasi identico relativamente allo spazio professionale. C’era una volta il quadrato, la persona, le cui capacità, conoscenze, prospettive si traducevano in un incedere monodimensionale e spesso piuttosto sterile. Il quadrato si trovò un giorno con altri quadrati, ma posti su piani spaziali differenti. Scoprì la profondità. Nasce il team con le sue sinergie e le potenzialità date dalla condivisione di competenze professionali ed umane. Oggi siamo pronti ad esplorare una nuova dimensione dello spazio lavorativo. Come dal cubo nasce l’ipercubo, dal team nasce l’iperteam. Il team condivide menti e sentimenti, l’iperteam condivide reti e competenze allargate. Condivide le sinergie e l’energia positiva che si sono generate all’interno dei singoli team. E come il valore intrinseco del team è indubbiamente superiore alla somma dei valori dei singoli componenti, do per scontato che il valore dell’iperteam sarà superiore al valore del singolo team, da un punto di vista emotivo e professionale. Ma come un team necessita dell’impegno e della voglia dei singoli componenti per la sua costituzione, così un iperteam necessita della voglia e dell’impegno dei singoli team per funzionare. D: Ma in che modo è possibile come attivare le potenzialità dell’iperteam? R: Con una applicazione coerente e ben fatta di strategie e strumenti di Social Collaboration Social Collaboration Si tratta evidentemente di abilitare un insieme complesso ma ordinato di competenze, strategie e tecnologie, sotto l’egida di una governance che dia coerenza strutturale a tutte le iniziative di networking finalizzato al business. E’ possibile individuare un framework di quattro pilastri fondamentali:Persone, Information e Knowledge Management, Tecnologie e Processi. Il valore e le potenzialità di ciascuno dei quattro pilastri è straordinariamente amplificato dalla presenza degli altri 3. Ruolo delle Persone è in teoria il più banale, eppure nella pratica il più complesso: debbono collaborare, comunicare, e farsi carico del cambiamento culturale nei confronti di colleghi che abbiano appreso il senso di impotenza. Molti Processi possono essere ridisegnati in ottica collaborativa, con un duplice vantaggio: da un lato infatti le tecniche di social collaboration-se ben applicate-renderanno tali processi più snelli, semplici e rapidi, e contemporaneamente l’obbligo di utilizzare tecnologie collaborative, avvertendone l’utilità pratica, favorirà la compensione del fenomeno e la diffusione della cultura collaborativa nell’azienda. La condivisione e la gestione della Conoscenza e delle informazioni in una azienda che voglia dirsi collaborativa è assolutamente fondamentale: se le informazioni vengono mantenute in silos inaccessibili, eè improbabile che le Persone possano utilizzarle per collaborare tra loro creando conoscenza. Infine la Tecnologia, senza la quale nessuna delle potenzialità della social collaboration puoò essere abilitata.

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