Addio alla data certa in Posta

data certaA partire dal 1 aprile 2016, Poste Italiane non effettuerà più il servizio “Data Certa”: la Comunicazione interna di pt italiane nr.98 del 2016 infatti ufficializza la cessazione del servizio di cui fino ad oggi milioni di cittadini hanno usufruito al fine di rendere opponibile un documento ad eventuali controinteressati, di dare la certezza del giorno in cui un determinato atto è stato firmato, ecc.

Mentre sino ad oggi ottenere la data certa era relativamente semplice, ed alla portata di tutti i cittadini (era infatti sufficiente recarsi in un qualsiasi ufficio postale che provvedeva all’apposizione di un timbro sul documento), le cose si prospettano ormai decisamente più complicate. Le opzioni infatti si riducono alla spedizione a se medesimo del documento da datacertare tramite raccomandata senza busta,oppure l’utilizzo della PEC (Posta Elettronica Certificata) o, infine, l’apposizione della marca temporale su documenti informatici.

E’ ormai prassi comune che, per l’opposizione a terzi, venga accettata la scansione del documento originale firmato di pugno marcata e firmata digitalmente, associata al documento cartaceo originale.

Un punto importantissimo e non sufficientemente sottolineato riguarda la conservazione dei documenti informatici datacertati. Non è infatti sufficiente che questi vengano archiviati su supporti digitali, ma debbono essere conservati a norma di legge. Tale accortezza si deve applicare anche alle PEC inviate allo scopo di fornire data certa. E’ evidente che quanto detto rende l’utilizzo della data certa digitale notevolmente più dispendioso ed impegnativo per il privato cittadino.

Trovo comprensibile che Poste Italiane si trovi nella necessità di “tagliare” processi dispendiosi e poco redditizi (qual’era indubbiamente il processo di apposizione della data certa); ciò che mi risulta incomprensibile, della situazione descritta, è la totale mancanza di reazioni da parte del pubblico alla eliminazione di un servizio fondamentale, benché non di uso quotidiano, senza l’opportuna informazione né la proposta di efficaci alternative… Mi auguro solo che nessuno si trovi nella necessità di datacertare una scrittura privata.

 

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2 risposte a Addio alla data certa in Posta

  1. Alberto scrive:

    Mi sorge un dubbio sulle scritture private tra due persone, con raccomandata senza busta per data certa, qualcuno potrebbe inviarsi un foglio in bianco e poi compilarlo e firmarlo in un secondo momento o quando effettivamente necessario. Non era meglio prima che le poste apponevano il timbro su qualcosa che visivamente era scritto e firmato?

    • Alessandra Vandone Dell'Acqua scrive:

      Perché la data sia considerata valida il plico deve essere sigillato. In caso di contestazione l’apertura del foglio lo mostrerebbe… Bianco!

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